mons. Galantino - Neutralizzare stili di vita ispirati alla sopraffazione e all'arroganza - XV Ass. Naz. AC - Roma, 30 aprile 3 maggio 2014

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XV Assemblea nazionale dell’Azione Cattolica Italiana

Incontro con Papa Francesco

 

Persone nuove in Cristo Gesù

Corresponsabili della gioia di vivere

(30 aprile/3 maggio 2014 - Roma, Domus Pacis, via di Torre Rossa, 94)

Comunicato n. 4

Roma, 1 maggio 2014

Mons. Nunzio Galantino

 

«Io vengo dall’Azione Cattolica. una realtà ecclesiale che contribuisce a rendere bella la vita delle Chiese locali e della Chiesa italiana attraverso il contributo di un laicato associato, impegnato direttamente con i Pastori nello spirito del Concilio Vaticano II e che sa essere se stesso secondo il dono ricevuto nella piena corresponsabilità».

 

«Si è “corresponsabili della gioia di vivere” solo se ci spendiamo perché la vita di tutti sia una vita vissuta con dignità e se investiamo le nostre energie per neutralizzare stili di vita ispirati alla sopraffazione e all'arroganza».

 

«“Persona nuova in Cristo” è chi prova lo stesso fastidio e lo stesso disagio da Lui provato di fronte alla mancanza di responsabilità e di fronte a una vita condotta nel compromesso».

 

Affettuoso e paterno l’intervento di mons. Nunzio Galantino, vescovo di Cassano all’Jonio e Segretario generale della Cei, alla XV Assemblea nazionale dell’Azione cattolica italiana. Accompagnato dal grazie dei vescovi italiani per il servizio e la testimonianza che l’Associazione rende alla Chiesa italiana e al Paese.

«Io vengo dall’Ac» ha scandito il presule rivolto alla platea dei delegati diocesani di Azione cattolica, giunti a Roma da tutta Italia e chiamati ad eleggere il Consiglio nazionale dell’Ac per il triennio 2014/2017.

Un intervento ricco di spunti di riflessione e centrato in particolare sulla proposta tematica della XV Assemblea nazionale Ac: la corresponsabilità nella costruzione del bene comune, nella condivisione della missione della Chiesa a cui tutti siamo chiamati, nell’educare alla vita buona del Vangelo.

 

(Testo integrale dell’intervento)

Persone nuove in Cristo Gesù.

Corresponsabili della gioia di vivere

(XV Assemblea nazionale ACI - Roma, 1 maggio 2014)

 

            Con la mia presenza, all'inizio della vostra XV Assemblea nazionale, voglio dire a tutti il “grazie” dei Vescovi per il servizio e la testimonianza che, come Azione Cattolica, rendete alla Chiesa italiana e al Paese.

Un “grazie” che si fa personale per S. Ecc.za Mons. Domenico Sigalini che, con simpatica passione, ha accompagnato l'Associazione in questi anni. Un “grazie” all'amico fraterno, il prof. Franco Miano, per aver vissuto questi anni di servizio con instancabile dedizione. Un “augurio” di buon cammino, assieme a tutti i soci, a S. Ecc.za Mons. Mansueto Bianchi. Gli siamo tutti grati per aver accettato di rendere il suo servizio, come Assistente generale, lasciando la sua Diocesi. Un “grazie” voglio dirlo a tutti voi che, nei luoghi più periferici del nostro territorio, testimoniate con passione la vostra appartenenza a Cristo e alla sua Chiesa.

 

  1. Persone nuove in Cristo Gesù … più di un’affermazione!

Il mio vuole essere poco più di un saluto introduttivo; semmai un “saluto a tema”, per evitare che si risolva in generico augurio di “buon lavoro”. E, in questo saluto a tema, voglio lasciarmi provocare dallo slogan di questa XV Assemblea nazionale: “Persone nuove in Cristo Gesù. Corresponsabili della gioia di vivere”.

Titolo e sottotitolo dell'Assemblea sono delle affermazioni. Nel senso che, sì, è vero: chi sceglie di legare seriamente la propria esistenza a Cristo Gesù è una persona nuova; della novità che solo il Vangelo può dare.

“Persone nuove in Cristo” è un’affermazione – ho detto – ma non so quanto essa possa essere anche una constatazione. Mi chiedo cioè con voi: quanti, incontrando un uomo, una donna o una comunità che dicono di aver legato la loro vita a Cristo – e mi sembra che sia questo il passo previo per dirsi ed essere soci di ACI - mi chiedo quanti (incontrando un uomo, una donna o una comunità che dicono di aver legato seriamente la loro vita a Cristo ) possano dire: “che bella la vita, le parole e le relazioni che vivono queste persone! Riescono a trasmettere amore per una vita bella, desiderio di parole sincere, passione per relazioni vere, voglia di contagiare il Vangelo della gioia!”. Quanta gente può dire questo, può constatate tutto questo.

            Oggi più che mai, come credenti, veniamo chiamati a vivere in modo tale che l'affermazione “Persone nuove in Cristo Gesù” diventi sempre più una constatazione; veniamo chiamati cioè a dare sempre di più carattere pubblico e testimoniale alla nostra esperienza di fede, spesso – troppo spesso – confinata nella Chiesa o nei nostri circuiti piuttosto limitati e, qualche volta, tristemente asfittici e autoreferenziali.

Troppi equivoci si continuano a consumare in nome della dimensione intima (il più delle volte intimistica) della fede in Cristo Risorto.  E questi equivoci possono essere spazzati via solo se prendiamo sul serio la seconda parte del tema scelto per questa Assemblea: corresponsabili della gioia di vivere.

           

  1. … dal cantus firmus dell’Alleluja all’assunzione di responsabilità

Siamo nel cuore del tempo pasquale, e il cammino che la Chiesa vuole farci percorrere è proprio questo: aiutarci a passare dal cantus firmus  e solenne dell'Alleluja – e che tutti abbiamo cantato, celebrato - all'assunzione di responsabilità perché la nostra vita, di singoli e di comunità, possa essere sempre più capace di creare le condizioni per una vita bella, dalla quale non può essere estranea la gioia. Ma, lo sappiamo, la gioia, dono pasquale per eccellenza, è caratteristica, è frutto soltanto di una vita vissuta con dignità e al riparo, per quanto è possibile, dalla sopraffazione e dall'arroganza di chi detta le regole del gioco, facendosi beffe del bene comune e ispirati soltanto dal proprio tornaconto. Per cui, si è “corresponsabili della gioia di vivere” solo se, animati dallo Spirito del Signore Risorto, ci spendiamo perché la vita di tutti sia una vita vissuta con dignità. Si è “corresponsabili della gioia di vivere” solo se, forti dell'incontro con il Signore Risorto, investiamo le nostre energie per neutralizzare stili di vita ispirati alla sopraffazione e all'arroganza.

 “Persona nuova in Cristo” è chi - proprio perché ha incontrato Gesù e proprio perché lo ha scelto come compagno di strada - prova lo stesso fastidio e lo stesso disagio da Lui provato di fronte alla mancanza di responsabilità e di fronte a una vita condotta nel compromesso.

Ma cosa volete che se ne faccia oggi il nostro mondo di una Chiesa impegnata a difendere le proprie posizioni (qualche volta dei veri e propri privilegi) in un mondo che pullula di gente che già fa questo in nome della politica e che, per fortuna, qualche volta viene smascherata ed esposta al ridicolo?

Ma cosa volete che se ne faccia oggi il nostro mondo di una Chiesa che non trova di meglio, in alcune circostanze, che investire energie (troppe energie) per mettere su adunate che hanno ripetutamente mostrato il fiato corto e che alla lunga si sono mostrate assolutamente inconcludenti?

 

  1. L’ “Enciclica dei gesti” e lo stupore che nasce dall’incontro

La canonizzazione di Papa Roncalli e di Giovanni Paolo II - e questa inedita “Enciclica dei gesti” che giorno per giorno va scrivendo Papa Francesco - ci stanno dicendo con chiarezza che lo stupore che è capace di investire l'uomo contemporaneo è solo lo stupore frutto dell'incontro tra uomini capaci di uscire dal loro egoismo, di sbattere all’aria il mantello delle loro sicurezze, come il paralitico guarito, e disposte a cingersi con il grembiule della responsabilità per servire gli altri; facendolo, semmai, fuori da ogni deleteria - perché deresponsabilizzante - irreggimentazione!

E mi sembra che questo sia lo stile al quale forma l'Azione Cattolica. E io vengo dall’Azione cattolica. Ed è in questo orizzonte, vissuto con sempre maggiore consapevolezza, che si rivela tutta l’importanza e il valore della proposta di Azione Cattolica; una realtà ecclesiale che contribuisce a rendere bella la vita delle Chiese locali e della Chiesa italiana attraverso il contributo di un laicato associato, impegnato direttamente con i Pastori nello spirito del Concilio Vaticano II e che sa essere se stesso secondo il dono ricevuto nella piena corresponsabilità. Quella piena corresponsabilità che porta l’Associazione ad assumere l’intera vita della propria Chiesa e a condividerne la missione nella cordiale collaborazione con tutti. Un’Azione Cattolica, insomma, immersa nella vita del popolo di Dio, capace di sostenere il cammino della Chiesa e di stare con la gente nello spirito del Vangelo della gioia. Quella gioia che riempie il cuore – come ci ricorda l’Evangelii gaudium di Papa Francesco - e che l’Azione Cattolica è chiamata ad annunciare a partire dalla concretezza dell’esperienza delle nostre parrocchie, in tante delle quali l’Ac è presente in modo significativo; e a partire dalla realtà dei nostri territori, belli eppure martoriati dai problemi più vari, dalla criminalità organizzata alla mancanza del lavoro, dallo sfregio grave inferto per interesse al territorio all’assenza di serie progettualità politiche.

 

  1. … verso Firenze: “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”.

Ricordiamo però che la capacità di essere lievito nel nostro contesto e corresponsabili non si improvvisa, né la si può mettere in atto per decreto, questa capacità di essere lievito e corresponsabili. Essa richiede un tirocinio spirituale e culturale costante; richiede percorsi formativi adeguati, com’è nella tradizione dell’Azione Cattolica, “scuola di formazione cristiana”, come i Vescovi italiani l’hanno definita in Educare alla vita buona del Vangelo; sottolineando nel contempo che “le figure di grandi laici” che hanno segnato la storia dell’associazione “sono un richiamo alla vocazione alla santità, meta di ogni battezzato”(n.43). 

Colgo l’occasione per domandare a tutti di orientare il prezioso patrimonio di formazione - di quella formazione non angusta, che è vita e che si fa cultura – nella direzione indicata dal Convegno ecclesiale di Firenze e che il titolo della vostra assemblea Persone nuove in Cristo Gesù richiama efficacemente.

 

                                                                                        + Nunzio Galantino

                                                                                  Vescovo di Cassano all’Jonio

                                                                                  Segretario generale della CEI